Silvia Salis finisce nel mirino di Selvaggia Lucarelli. Stanno facendo discutere le parole usate dall'opinionista per descrivere la sindaca di Genova, definita "l'androide". Sulle colonne del Fatto Quotidiano, la Lucarelli ripercorre il passato della prima cittadina: "Covata sotto l’ala protettrice di Malagò al Coni, forgiata nel laboratorio di Franceschini (e Renzi) come futura Prodi, ha solo quel problemino di omonimia". E ogni riferimento sembra portare a Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra italiana che, con Silvia condivide il cognome e qualche idea politica.
Tornando all'articolo che porta la firma della Lucarelli, si legge: "Gli alchimisti del Pd, va detto, ci hanno lavorato strenuamente per anni, perfezionando l’androide Salis in un laboratorio segreto in casa Franceschini a cui si accede tramite una porta nascosta dietro a un ritratto dipinto a olio di Romano Prodi mentre riceve a Mosca la centoventisettesima laurea honoris causa". E ancora: "Svezzato nella città di Genova – quel giusto compromesso centrista tra identità operaia e borghesia – l’androide Salis viene dapprima forgiato fisicamente nella pratica di uno sport rude, che consiste nel lancio del martello, ma che evochi pure quello della falce, così da eliminare ogni sospetto di radicalismo comunista, per poi venire collaudato in un ambiente lontano da qualsiasi conflitto sociale: è infatti al Coni, sotto l’ala esperta di Giovanni Malagò".
"Uscita ancora inscatolata a notte fonda dal laboratorio di casa Franceschini - prosegue sul quotidiano di Marco Travaglio - è approdata a Genova, per poi ammaliare il centrosinistra e in qualche modo tutta la politica nazionale. Nulla è stato lasciato al caso. C’è perfino Fausto Brizzi, il marito-regista di cinema, perché dopo soli sette anni al ministero della Cultura, l’alchimista Franceschini ha giustamente pensato che il comparto cinematografico andasse presidiato".
Si passa poi all'aspetto fisico: "Anche sul piano estetico Salis è stata progettata con una chirurgica attenzione al dettaglio, perfetta per rappresentare l’anti-Meloni: alta un metro e 80 per evocare la superiorità morale ma pure genetica, bionda come Giorgia ma con una chioma sintetica" e ancora "voce ferma, calibrata, quasi istituzionale, progettata per non incrinarsi mai, l’esatto opposto di quella di Giorgia Meloni, che trasforma ogni intervento in una lite di condominio. Certo, Salis è pur sempre un prodotto creato in laboratorio, quindi c’è quel problemino della parlata monocorde e di quello sguardo fisso, inespressivo, che attraversa l’interlocutore e gli lascia addosso una strana inquietudine. Io, per dire, quando vedo i video di Salis su Instagram ho sempre la sensazione che non stia guardando la camera ma il mio algoritmo".
Silvia Salis a quota 150mila: il boom che spaventa Elly Schlein
Genova sabato sera era piena di ragazzi, famiglie, turisti che si sono goduti il djset di musica techno con la superstar...Finita qui? Niente affatto: "Silvia Salis – le va riconosciuto – in tutti gli scatti sembra una hostess intercontinentale anni 60 della Pan-Am, che però da mezzanotte alle 5 del mattino viene ricaricata di nascosto presso la colonnina delle auto elettriche davanti allo stadio Marassi. Un salto qualitativo non indifferente, che rende senz’altro il progetto politico Salis più gradevole". Insomma, Selvaggia ci va tutt'altro che leggera. Per carità, è il diritto di critica. Ma se la stessa critica fosse stata mossa da un esponente di destra?




