Roma, 24 ago. (Adnkronos) - Un'altra pagina di sangue, oggi a Roma, nella drammatica trama dei femminicidi in Italia. Nelle ultime settimane, cronache alla mano, sono state otto le donne uccise da un loro familiare o dal compagno di una vita. In media, perde la vita una donna ogni tre giorni, vittima della follia omicida di una persona vicina, il più delle volte cara, carissima. A rendere noti gli ultimi dati disponibili, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che il 7 agosto scorso aveva annunciato un calo del 5,2% degli omicidi delle donne. Il numero delle vittime, spiegava il responsabile del Viminale, è passato da 152, del periodo 14 agosto 2012 al 31 luglio 2013, a 144 dello stesso periodo 2013-2014. Ma solo considerano i casi delle ultime settimane, il numero delle vittime schizza a quota 152. In realtà tirare le somme, nel nostro Paese, è piuttosto complicato. Non esiste, come denunciano da anni le associazioni in difesa delle donne, un sistema di rilevazione integrato, sistematico ed omogeneo che su tutto il territorio nazionale raccolga dati da forze dell'ordine, pronto soccorso, servizi socio-sanitari, 1522 e centri antiviolenza. Un calo di denunce, dunque, non necessariamente corrisponde ad un calo delle violenze. C'è un sommerso che non conosciamo, spiegano gli addetti ai lavori, e che mette i brividi. (segue)


