Bari, 23 gen. (Adnkronos) - "La riapertura dei termini dei concorsi nelle Asl non e' fatto anomalo ne' infrequente", e "non appare ravvisabile alcuna violazione" della norma. E' un passaggio delle motivazioni depositata stamane con le quali il giudice del Tribunale di Bari, Susanna De Felice, spiega la sentenza con la quale, lo scorso ottobre, ha assolto Nichi Vendola e l'ex direttore generale dell'Asl di Bari, Lea Cosentino, accusati dalla procura di aver riaperto i termini del concorso per un posto di primario di Chirurgia Toracica all'ospedale San Paolo, consentendo al dottor Paolo Sardelli di presentare la domanda e di vincere il concorso. Secondo il giudice "risulta sostanzialmente rispettata l'intera procedura sotto il profilo formale, sia perche' l'attribuzione dell'incarico e' effettivamente avvenuta, da parte del direttore generale, a seguito della selezione dei candidati idonei effettuata dalla commissione di esperti, scegliendo il candidato ritenuto piu' adatto, in attuazione della piu' ampia discrezionalita', non risultando che, in tale fase, la volonta' del dg sia stata in alcun modo turbata da richieste o da pressioni ed avendo ella, per sua stessa ammissione, nominato il candidato risultato essere il piu' titolato". Secondo il giudice di primo grado, "la riapertura del concorso ha reso effettiva quella selezione, richiesta dalla legge, che il primo concorso non avrebbe con ogni probabilita' reso possibile, proprio per l'esiguita' del numero delle domande presentate".




