(Adnkronos) - "Al contrario di quanto si puo' pensare - continua il professore Braga - il ciclo di elementi indispensabili per la vita, come carbonio, idrogeno, ossigeno o azoto, non coinvolge solo la biosfera ma anche, e soprattutto, le profondita' della Terra". Alla spedizione hanno preso parte studiosi in arrivo da tutto il mondo - francesi, tedeschi, russi, cinesi, giapponesi, sudcoreani, australiani - tutti attirati dalla rara possibilita' di poter ritrovare in superficie rocce formatesi centinaia di milioni di anni fa ad alta profondita'. "Ci sono pochi luoghi al mondo in cui e' possibile trovare rocce di mantello", dice ancora Roberto Braga. "L'unica altra via che hanno per venire alla luce e' attraverso le eruzioni vulcaniche, quando rocce di questo tipo vengono catturate dal magma nella sua risalita verso la cima del vulcano". Il gruppo di ricerca di Petrologia dell'Universita' di Bologna ha una lunga tradizione di studio, avviata da Ciro Andreatta, ordinario di Mineralogia all'Alma Mater dal 1938 al 1960 e pioniere dell'analisi delle rocce venute dal profondo. Oggi i petrologi bolognesi continuano nel solco di quella tradizione studiando l'evoluzione delle rocce magmatiche e metamorfiche, uniche per la loro rarita' e importanza. "La spedizione scientifica e' andata molto bene", dice in chiusura Roberto Braga. "Per noi era la prima esperienza del genere e abbiamo ricevuto molti risccontri positivi". E per il futuro c'e' l'idea di ripetere la visita coinvolgendo studiosi a livello nazionale e studenti. "E' senza dubbio una possibilita'. Abbiamo attiva una collaborazione con il vicino Comune di Rumo, che ci puo' fornire il supporto logistico. Le condizioni, quindi, ci sono tutte".




