Firenze, 11 ott. - (Adnkronos) - Dopo i referendum consultivi che ci sono stati da primavera fino all'inizio di ottobre, nel 2014 in Toscana ci saranno sedici Comuni che diventeranno otto. E per loro c'è una buona notizia. "La Giunta regionale ha deciso di inserire nella prossima legge finanziaria una modifica alla legge regionale 68 del 2011 che concedeva contributi, tra l'altro, proprio ai Comuni che decidono di fondersi – annuncia nel corso di un'iniziativa sulle riforme delle autonomie a Grosseto, l'assessore Vittorio Bugli – Quei Comuni per riscuotere i maggiori contributi non dovranno più attendere l'anno successivo all'elezione dei nuovi sindaci, dei nuovi consigli comunali e delle nuove giunte. I soldi arriveranno in cassa l'anno stesso". Già dal 2014. E non si tratta di poca cosa. Ogni Comune che si fonde può contare oggi in Toscana su 250 mila euro l'anno per cinque anni di maggiori contributi regionali, fino ad un massimo di un milione di euro per fusione. A questi si aggiungono i finanziamenti dello Stato, che variano a seconda della popolazione e sono il 20 per cento, per dieci anni, dei trasferimenti erariali che gli stessi Comuni potevano vantare nel 2010. I Comuni che si fondono sono anche esentati per 3 anni dal rispetto del tetto del patto di stabilità e in questo modo possono far ripartire gli investimenti da troppo tempo fermi. Per chi però tarderà a decidersi se fondersi, gli incentivi rischiano di farsi in futuro più leggeri. E dunque conviene affrettarsi. (segue)




