(Adnkronos) - Nelle modifiche che si pensa di apportare al testo, qualora la legge di fusione venga approvata dopo il 31 dicembre 2014 (e la legge è immediatamente successiva ai referendum consultivi, nel caso chiaramente di una vittoria dei sì) il contributo annuale scenderà a 100 mila euro per comune, fino ad un massimo di 400 mila euro per fusione. Otto comuni al posto di sedici – Sono sedici i comuni che hanno già scelto di fondersi e dove i sì hanno vinto nei referendum consultivi decisi dalla Regione: sedici Comuni che diventeranno appunto otto. Le elezioni si svolgeranno nel corso del 2014. Si tratta di Fabbriche di Vallico e Vergemoli, di Figline Valdarno e Incisa Valdarno, di Castelfranco di Sopra e Pian di Scò e di Castel San Niccolò e Montemignaio. E poi ancora di Pratovecchio e Stia in provincia di Arezzo, di San Piero a Sieve e Scarperia in provincia di Firenze, di Crespina e Lorenzana in provincia di Pisa e di Casciana Terme e Lari, sempre in provincia di Pisa. I Comuni dove un referendum si svolgerà nel 2014 potranno andare a nuove elezioni nel 2015. Le Unioni - E poi ci sono le unioni di Comuni, non alternative ma spesso complementari alle fusioni di Comuni. Oggi le Unioni di Comuni in Toscana sono ventisei. L'ultima a costituirsi è stata quella del Valdarno inferiore. Quella più grande, 14 comuni e più di 120 mila abitanti, è l'Unione della Valdera, nata cinque anni fa. Enti intermedi senza alcun costo aggiuntivo per la politica, che coinvolgono oltre centocinquanta comuni su 287 (ed un quarto della popolazione toscana), più di quelli che sarebbero al momento obbligati a gestire insieme, per legge, funzioni e servizi fondamentali. Obbligo che dal 1 gennaio 2014 riguarda tutti i Comuni sotto 5.000 abitanti (che scendono a 3.000, se montani).Il personale delle Unioni è tutto dei Comuni che le compongono.




