Torino, 13 ott. - (Adnkronos) - Ha ucciso la sorella disabile, di 77 anni, soffocandola con un cuscino, e poi ha tentato il suicidio. A raccogliere la confessione della donna, di 67 anni, un medico del pronto soccorso dell’ospedale di Rivoli. La notizia è riportata da 'La Stampa'. "Ho fatto una cosa brutta, bruttissima dottore, ho ucciso mia sorella", ha detto con un filo di voce, scoppiando poi a piangere. Dopo la morte della madre e successivamente di suo marito, la donna era rimasta da sola ad accudire la sorella, disabile da bambina, che ormai da anni non si muoveva più. Il dramma è avvenuto mercoledì a pranzo quando la donna ha visto la sorella che non riusciva più neanche a deglutire il cibo. L’angoscia che un giorno lei potesse morire e che il peso della sorella ormai anziana e disabile ricadesse sui suoi figli sposati e con una loro vita l’avrebbe assalita a tal punto da portarla a commettere l'omicidio. Avrebbe percio' soffocato la sorella con un cuscino. Poi, in preda al rimorso, ha inghiottito una manciata di sonniferi e nella vasca da bagno si è tagliata le vene. A trovarla così, riversa in un lago di sangue, è stata la badante arrivata qualche ora dopo. Sul posto è intervenuto il 118 che l'ha portata al pronto soccorso. Per tutti il suo gesto era stato la conseguenza della morte della sorella per tanti anni accudita e curata, scrive il quotidiano. Per questo la donna dopo la constatazione del decesso è stata seppellita. Nessuna ombra, nessun sospetto. Tutto fino a ieri, quando la 67enne ha raccontato tutto al medico. Sul caso indagano i carabinieri di Rivoli.




