Torino, 14 ott. (Adnkronos) - Tutti tra i 20 e i 30 anni e incensurati, agivano a volto scoperto, senza paura di lasciare la propria impronta del dito indice per l'ingresso in banca. La banda di rapinatori e' stata smascherata dai carabinieri di Torino che hanno arrestato dieci persone. Secondo le indagini il gruppo in poco meno di un anno ha messo a segno 18 colpi (16 in banca e 2 in gioielleria) in tutta Italia per un bottino di oltre 800mila euro. Tutti i componenti del gruppo sono di origini catanesi, da quanto accertato reclutati tra disoccupati e precari della zona da un 48enne, Ignazio Grasso, unico con dei precedenti per rapina. Secondo le indagini dei militari, condotte con intercettazioni e pedinamenti, spesso Grasso monitorava i colpi dall'esterno, dando indicazioni ai rapinatori attraverso il cellulare. La cellula di 3 o 4 banditi subito dopo i colpi nel nord Italia rientrava direttamente nel catanese in auto. In manette sono finiti anche due coniugi di San Mauro Torinese che per gli investigatori facevano da basisti alla banda per le rapine nel nord, facendo i sopralluoghi e fornendo appoggio logistico. Le rapine avvenivano a volto scoperto e armati di taglierino, e spesso il gruppo chiudeva i dipendenti in una stanza per poter agire. I carabinieri hanno ricostruito la rete della banda con un lavoro certosino partendo dalle immagini di videosorveglianza ed eseguito alcuni arresti in flagranza a Rimini e Vicenza. Ogni rapina fruttava tra i 60 e i 200mila euro: una delle piu' fruttuose, circa 170mila euro, era stata messa a segno a Trofarello (Torino), il 29 gennaio scorso.




