Milano, 14 ott. (Adnkronos Salute) - Il gioco di squadra nel mondo della medicina ha un nome: rete. "Un'organizzazione delle risorse che permette di uniformare i percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti ma anche di garantire la sostenibilità economica del sistema, in un campo come l'ematologia dove non dobbiamo far mancare le terapie innovative laddove è necessario". Parola di manager. Il direttore generale Sanità della Regione Lombardia, Walter Bergamaschi, fa il punto sulla rete ematologica lombarda, nata nel 2008 e oggi arrivata alla fine di una prima fase di lavoro ."L'obiettivo della rete - spiega a Milano in occasione del convegno nazionale di ematologia 'Haemato forum', organizzato con il supporto non condizionato di Celgene - è garantire a tutti i pazienti, quando si affacciano ad un ambulatorio della regione, di poter entrare nel miglior sistema di competenze, non perché tutto viene risolto in quel punto, ma perché in ogni punto c'è la capacità di conoscere qual è il percorso giusto che il paziente deve fare, un percorso che lo porta nei centri di riferimento di alta competenza, con una diffusione della conoscenza che va a tutto vantaggio del malato, ma anche della sostenibilità economica del sistema sanitario regionale". La rete, riflette Bergamaschi, "ha dato buoni frutti, concluderà la prima parte di operato entro la fine dell'anno e ha definito quali sono i passi che i pazienti devono fare a seconda del tipo di patologia. Grazie alla rete i percorsi diagnostico-terapeutici scritti dai grandi ematologi si possono diffondere su tutti i livelli". Con effetti positivi anche sui conti, assicura: in ematologia "si ricorre a terapie estremamente costose. Noi non dobbiamo far mancare l'innovazione ai nostri pazienti ma dobbiamo essere certi che queste terapie vengano adottate solo quando è davvero necessario". La rete ematologica dunque fa sì che "i professionisti specializzati contribuiscano a sostenere la corretta applicazione delle terapie più giuste su tutto il territorio, fornendo un appoggio al governo clinico della Regione", conferma Enrica Morra, direttore del Dipartimento di ematologia e oncologia dell'ospedale Niguarda di Milano. "Ci siamo offerti di compiere questa funzione a fronte del rischio che i farmaci ad alto costo potessero subire in qualche modo limitazioni e non trovare una collocazione appropriata per i pazienti della regione". (segue)




