Reggio Calabria, 15 ott. (Adnkronos) -"Sono rimasto impressionato e contento quando ho visto l'arrivo dei migranti al porto. Ho visto decine di bambini e ho pensato che erano dei miracolati". Così il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri ha raccontato le attività che hanno portato a salvare i 226 siriani arrivati domenica sera nella città dello Stretto a bordo di due mezzi navali della Guardia di finanza. Il barcone sul quale i migranti erano stati trasferiti stava imbarcando acqua e così si è deciso di intervenire subito. "Secondo i calcoli della Guardia di finanza, avrebbe impiegato sette giorni per arrivare sulle coste calabresi. Dopo un'ora c'era già mezzo metro d'acqua nella barca quindi non ci sarebbero mai arrivati". Le operazioni di trasbordo dalla nave madre a quella più piccola sono state filmate dagli aerei della Guardia di finanza che hanno tenuto sotto controllo l'imbarcazione in maniera costante. "È la prima volta -ha rilevato Gratteri- che viene sequestrata una nave madre in acque internazionali, è stata utilizzata una tecnologia di alto livello utilizzata altre volte per i narcotrafficanti".




