Milano, 15 ott. (Adnkronos) - A Bergamo i giocatori d'azzardo sono quasi mezzo milione: quelli problematici tra i 15 e i 19 anni sarebbero 9.371 mentre quelli patologici (su tutta la popolazione) tra i 5mila e i 20mila, di cui solo 237 si sono rivolti a strutture di cura. Questa la stima del Dipartimento Politiche Antidroga, su cui l'Asl orobica ha elaborato i propri dati. I dati denunciano che i bergamaschi sono i primi in Europa e terzi al mondo per numero di giocate, con una spesa pro capite passata dai 330 euro del 2001 ai 1.703 del 2012, per un giro d'affari complessivo di quasi 90 miliardi. Sono numeri in continua crescita, soprattutto dal 2008. Il 6% dei giocatori abituali, ossia circa un milione e mezzo di italiani secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità , rientra nella categoria dei giocatori affetti da disturbi comportamentali compulsivi. La mobilitazione dei sindacati e dei cittadini si allarga, chiedendo regole che mettano fine all'impoverimento delle famiglie e dei territori. In provincia di Bergamo, i paesi che hanno sottoscritto il 'Documento dei Comuni bergamaschi per il contrasto al gioco d'azzardo' sono quasi 200. Dunque, la maggior parte delle amministrazioni ha risposto all'appello lanciato dal Consiglio dei sindaci dell'Asl di Bergamo che invitava tutti e 244 gli enti locali a unirsi nella battaglia contro la ludopatia. La Cisl da qualche tempo ha attivato una rete di relazioni utili a costruire insieme risposte di senso ad un problema con ripercussioni gravi sulle famiglie e le comunità locali. Va in questa direzione anche l’adesione al progetto 'Mettiamoci in gioco', campagna nazionale contro i rischi del gioco d'azzardo, promossa oltre che da Cisl, da Acli, Arci, Cnca, Cgil, Avviso Pubblico, Libera, Gruppo Abele e altre organizzazioni di vario genere, spinte dal fatto che in Italia crescono i costi sanitari, sociali, relazionali e legali della diffusione del gioco d'azzardo. (segue)




