(Adnkronos) - Un documento “anche condivisibile”, in cui si ritrova un “elenco di quel che è stato fatto, ma non del non fatto o di quello da fare”. Così il capogruppo Udc Giuseppe Del Carlo, che tra i punti “condivisibili” inserisce gli interventi per la “cassa integrazione, il sostegno ai giovani”. Misure che il consigliere definisce “assistenziali” e che quindi “non possono durare in eterno”. Del Carlo ha quindi elencato e ragionato su vari punti richiamati. In tema di “investimenti occorre operare un attento esame se non si riesce a catturare il privato”. Riprendendo l’appunto del governatore Enrico Rossi sulle cartiere di Lucca, il capogruppo ha osservato che “funzionano, ma vanno ad investire all’estero. In questo senso, le responsabilità sono di carattere politico”. “Inutile dire – ha evidenziato – che esistono delle eccellenze in Toscana se poi le blocchiamo”. È dunque un “problema di competitività”, che investe anche gli “incentivi alle assunzioni” e la “promozione dell’internazionalizzazione” nella quale, secondo Del Carlo “non c’è chiarezza”. Da qui “l’invito” alla Giunta per “rivedere le numerose partecipazioni” non solo regionali, ma anche degli enti locali. “Se è vero che non possiamo intervenire direttamente – ha rilevato – è anche vero che possiamo condizionare i trasferimenti nei confronti di enti che non rispettino criteri di economicità e rigore”. Secondo Del Carlo insomma, occorre “metterci le mani per non fermarsi alle enunciazioni”. Di “trasversalità virtuosa” ha parlato Marco Manneschi (Idv) richiamando le parole del ministro alla Salute Beatrice Lorenzin. “In un’intervista il ministro avvisava che i tagli annunciati saranno lineari, poiché le regioni del centro sud, e non penso ci rientri la Toscana, non possono sopportare ulteriori tagli atteso che già sopportano gravosissimi piani di rientro”. “Abbiamo sempre cercato di governare in modo sobrio – ha osservato – e la stessa minoranza ha sovente affermato che alcuni provvedimenti sono stati positivi. In futuro ci aspettano sfide altissime. Saremo chiamati a prove di coraggio perché nelle parole di Lorenzin ravviso una reiterazione a premiare chi non si è comportato con rigore”. (segue)




