(Adnkronos) - Entrando nel merito del documento, la portavoce ha osservato come la “premessa politica a firma del presidente Rossi si basi su un assunto non veritiero. Per anni l’Irpet ha detto che la Toscana è entrata nel vortice della crisi internazionale vivendo già una crisi interna. Una Toscana lenta, falsamente felix, che non aveva prodotto avanzamenti consistenti di benessere diffuso”. “Non è stato marcato nessun obiettivo che determina crescita. Aumenta la fiscalità, l’indebitamento, non diminuisce la spesa pubblica improduttiva, lo smantellamento delle partecipate”, ha continuato Fuscagni che sulla crisi della Provincia di Massa ha osservato quanto “non sia legata al capitalismo che fa acqua, ma al crollo delle politiche sanitarie che in Toscana sono state per anni, e lo sono ancora, motore di un’economia legata al pubblico e non certo al mondo del libero mercato”. Una considerazione che si “dovrebbe fare anche per Siena - ha concluso - che sente il morso della crisi locale per le problematiche legate al trittico che non tira più: banca, sanità, università”. “La Regione ha dimostrato tenuta e resistenza di fronte alla prolungata crisi e questo anche grazie alla stabilità politica che manca invece al nostro paese”. Così ha esordito Rosanna Pugnalini (Pd), convinta che il Dpef abbia gli elementi per accompagnare da un lato la tenuta e dall’altro la ripresa, che si presenterà lenta ma di cui si intravede qualche elemento. “L’importante è che la risposta di tutto il sistema regionale che accompagna le scelte sia una risposta unitaria – ha sottolineato – chiamata ad agire su due fronti: la domanda interna e l’internazionalizzazione, tenendo sempre unite due cose, il supporto alla crescita e alla tenuta sociale”. (segue)




