Roma, 16 ott. (Adnkronos) - Erich Priebke era rimasto sconvolto dall’omicidio di Meredith Kercher a Perugia. "Continuava a dire che non capiva come la gente fosse capace di tanta violenza immotivata nei confronti di una persona", ha rivelato a sorpresa l’avvocato di Priebke, Paolo Giachini, al settimanale Panorama, in edicola da giovedì 17 ottobre. Come se il passato tragico non lo riguardasse più e fosse diventato solo un pensionato quasi sordo, Priebke guardava soprattutto i telegiornali e rimaneva colpito dalla cronaca nera, ma non riusciva a capire perché lo chiamassero "boia". Giachini lo considerava un nonno e ne ricorda la durissima educazione prussiana. Panorama pubblica anche una lettera inedita che l’ex capitano delle Ss scrisse nel 1998 a Indro Montanelli, il quale due anni prima aveva pubblicato e risposto a una sua missiva. Priebke gli raccontò il suo 'calvario a Roma' ringraziandolo per l’aiuto, ma Montanelli non pubblicò mai quelle righe limitandosi a promettergli che avrebbe continuato a parlare del suo caso. E, rispondendo ai lettori sul Corriere della sera, pochi giorni dopo chiese "un trattamento umanitario per Priebke".




