Roma, 16 ott. - (Adnkronos) - "Quel 16 ottobre non sapevano cosa sarebbe stato della loro vita, noi adesso lo sappiamo. Percorreremo a ritroso l'itinerario di quell'indecente rapina di vita, come per restituire quello che il male ha tolto, come per riaccompagnarli nelle loro case. Andiamo incontro a loro che provenivano al contrario per guardarli negli occhi". Con queste parole mons. Matteo Zuppi, vescovo ausiliare di Roma, ha dato avvio alla marcia della comunità di Sant'Egidio, nel giorno del 70esimo anniversario della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma. La marcia, partita da piazza Santa Maria in Trastevere, ripercorre all'indietro la strada fatta dalle persone che furono deportate quel giorno, fino a giungere proprio al ghetto, da cui furono prelevate. "È dal 1994 che la comunità di Sant'Egidio e la comunità ebraica di Roma si uniscono per camminare insieme. Una fedeltà che esprime la scelta di non perdere la memoria, e anche di spendere la memoria perché l'orrore che quella generazione ha vissuto sia percepito da chi viene dopo. È un appello alle nuove generazioni a non appiattire la propria esistenza, a non farsi trascinare dalle ideologie, a non giustificare mai il male che incontriamo. Ricordiamo il dolore di quel giorno, lo sgomento, l'angoscia, gli interrogativi di quelle persone diventate oggetto, private del nome e della dignità", ha aggiunto il vescovo.




