Milano, 19 ott. (Adnkronos) - Due anni di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi. I giudici della Corte d'Appello di Milano chiamati a rimodulare la pena accessoria nell'ambito del cosiddetto processo sui diritti tv, hanno accolto la tesi del procuratore generale Laura Bertolè Viale. Un verdetto, che "si basa su una sentenza ingiusta", per l'avvocato dell'ex premier Niccolò Ghedini che annuncia: "ricorreremo in Cassazione". Si chiude così, ma solo temporaneamente, il nuovo capitolo di un'inchiesta iniziata nel 2001. Il primo agosto scorso la Cassazione -che ha confermato la condanna a 4 anni di carcere per frode fiscale (di cui tre indultati)- aveva chiesto ai giudici d'Appello di modificare al ribasso i 5 anni di esclusione dai pubblici uffici inflitti all'ex premier in primo e secondo grado. Il nuovo calcolo -da uno a tre anni la possibile pena- si basa, come indicato dalla Suprema Corte, sull'applicazione della legge tributaria e non più della legge ordinaria. Una condanna che per il pg Bertolè Viale è frutto di un puro calcolo matematico: tenendo conto che la pena principale è pari a due terzi della pena massima, "ritengo che con lo stesso calcolo debba essere applicata alla pena accessoria, quindi chiedo due anni", ha detto nel suo breve intervento in aula. (segue)




