(Adnkronos) - "Oggi non basta parlare di verità, dobbiamo cercarla. La verità è la giustizia di cui abbiamo bisogno". Dice don Luigi Ciotti, presidente di Libera, parlando dal palco. Lea Garofalo, prosegue è "un martire della verità, una testimone della verità". Un simbolo attraverso il quale, il prete può rivolgersi "ai tanti giovani inghiottiti dalle organizzazioni mafiose" di cercare "la verità. Noi non vi lasceremo soli. Lea -ha aggiunto- ha deciso di rompere il silenzio e l'ingiustizia. Il tuo cuore e la tua coscienza -aggiunge don Ciotti rivolgendosi al feretro di Lea Garofalo- sono sorgenti di libertà". "Lea -ha aggiunto- hai seguito la tua coscienza per rompere un codice di odio, di mafiosità. Hai condotte con le tue piccole, grandi forze la tua scelta di libertà. Lea, hai visto, sentito e testimoniato". "Non è stato un incidente a causare la morte di Lea -ha ricordato dal palco Giuliano Pisapia- non è stata una malattia, è stata la violenza di alcuni uomini, di quelli che gli erano più vicini. Lea ha voluto uscire dalla gabbia che la teneva prigioniera, sapeva che rischiava tutto, nonostante questo ha avuto il coraggio di ribellarsi. Una donna che è un esempio per tutti, soprattutto per i giovani. In passato troppe volte si è detto, anche qui, 'non vedo non sento non parlo'. Oggi diciamo ad alta voce 'vedo sento parlo' come si legge nelle bandiere che hanno riempito Piazza Beccaria. La figlia di Lea, Denise, ha voluto che la cerimonia si tenesse a Milano, la città - ha aggiunto Pisapia - dove Lea ha cercato un futuro migliore e dove ha trovato il coraggio di diventare testimone di giustizia".




