Treviso, 19 ott. (Adnkronos) - "La storia si è risolta". Così l'avvocato Paolo Giachini annuncia all'Adnkronos di aver "trovato un accordo con le autorita'" sul destino della salma dell'ex capitano delle Ss Erich Priebke, condannato per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. "Verra' sepolto in un posto che pero' io non rivelo", sottolinea il legale ricordando che le ipotesi erano una sepoltura "in Italia o in Germania" e che nell'ambito di queste ipotesi "si e' trovata una soluzione". Una soluzione che Giachini definisce "soddisfacente". "Noi volevamo una soluzione che riuscisse a risolvere le problematiche spirituali-religiose e che non fosse degradante per il ricordo di amici e parenti di Priebke", sottolinea il legale. "Avevamo escluso la cremazione senza un rito religioso -afferma Giachini- e dunque volevamo una sepoltura dignitosa". L'ex capitano delle ss "verrà sepolto in un posto che non rivelo -sottolinea il legale- perché questo è un Paese, dove circolano non solo personaggi che vilipendono le salme con il pensiero e le parole, ma addirittura delinquenti che aggrediscono le salme". Giachini, dunque, non si sbilancia sul luogo su cui è stata trovata l'intesa, ma si dice soddisfatto: "La buona novella è che siamo soddisfatti perche abbiamo ottenuto il rispetto della salma e dei sentimenti dei parenti e degli amici". Una messa da requiem è stata celebrata, intanto, da don Floriano Abrahamowicz, religioso lefebvriano noto per le sue posizioni negazioniste, a suffragio dell'anima di Erich Priebke, nella cappella ricavata nel seminterrato di una casetta di via Nenni a Paese di Treviso. Alla messa c'erano solo una decina di presenti. In compenso c'era un grande schieramento di forze dell'ordine e di troupe tv. Nella sua omelia, don Floriano ha detto: "Le leggi orrende della guerra ancorate nel diritto internazionale non sono colpa del semplice soldato". "Il requiem per Priebke - ha aggiunto - è un atto dovuto in quanto Priebke è morto da cattolico. Questo requiem non è un funerale perché la salma non c'è. Si prega per il defunto e si applicano al defunto i meriti della morte e della risurrezione di Gesù Cristo realmente presente nel santo sacrificio della Messa". "Insomma - ha spiegato Abrahamowicz - si prega per il povero peccatore Priebke. Ma attenzione: peccatore sì, criminale di guerra no". Il religioso lefevriano ha quindi sottolineato di voler prendere le distanze "da tutti compresi certi tradizionalisti che ritengono che Erich Priebke sia colpevole delle rappresaglie, avvenute alle Fosse ardeatine. E' per riparare questa menzogna e calunnia nei suoi confronti che desidero sia fatta larga diffusione di questo requiem. Mi sento il dovere di difendere - ha concluso Abrahamowicz - colui che mi disse: 'avranno la mia vita ma non il mio onore'".




