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Carceri: detenuto muore e famiglia denuncia, 'non curato dopo diagnosi tumore'

domenica 20 ottobre 2013
Carceri: detenuto muore e famiglia denuncia, 'non curato dopo diagnosi tumore'

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Reggio Calabria, 20 ott. (Adnkronos) - Malato di tumore e non curato. E' quanto denunciano i famigliari di Antonino Vadalà, 61 anni, morto il 16 ottobre scorso all'ospedale Pellegrini di Napoli. Stava finendo di scontare una condanna a sette anni di carcere per associazione mafiosa, dopo essere stato giudicato nel processo scaturito dall'operazione "Bellu lavuru" che fece luce sulle infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti sulla Ss 106. I familiari hanno presentato una denuncia querela alla Procura di Napoli denunciando che, nonostante le condizioni di salute, il congiunto non è stato curato. La salma è stata sequestrata e probabilmente in questa settimana verrà conferito l'incarico per l'autopsia. Ad agosto, Vadalà si era sentito male nel carcere di Melfi e gli era stato diagnosticato un neurinoma acustico, ovvero una neoplasia vicino al cervelletto. Trasferito all'ospedale San Carlo, gli era stata prescritta la radioterapia. L'avvocato Francesco Floccari, che assiste la famiglia, aveva inoltrato istanza al Tribunale di Sorveglianza chiedendo il rinvio dell'esecuzione della pena e in via subordinata la concessione degli arresti domiciliari o comunque il ricovero in una struttura altamente specializzata che era già stata individuata dai familiari. (segue)