Milano, 21 ott. (Adnkronos) - Riprenderà domani, dopo la prima udienza del 6 agosto scorso, la causa civile sul sequestro conservativo da 245 milioni di euro avanzata nei confronti di Salvatore, Jonella e Giulia Ligresti e degli ex vertici di Fonsai Fausto Marchionni e Antonio Talarico. Nella richiesta promossa (e votata in assemblea il 14 marzo scorso anche da Unipol, ndr) dal commissario ad acta nominato dall'Isvap Matteo Caratozzolo, si indicò in almeno 130 milioni il danno causato a Fonsai e in circa 115 milioni quello provocato a Milano Assicurazioni. Domani i legali dovranno consegnare, come richiesto dal giudice del tribunale civile di Milano Angelo Mabriani, nuovi documenti e memorie per chiarire gli aspetti della vicenda. Il giudice dovrà valutare in primis se "il credito dei ricorrenti è verosimilmente esistente", quindi valutare il periculum in mora ossia se il sequestro dei beni è 'necessario' per evitare di lasciare a bocca asciutta i creditori. Una delle cose che dovrà essere considerata è quanto grande è il "patrimonio del potenziale obbligato". In questo senso la questione della manleva e il papello sono stati i 'nodi' centrali affrontati nella prima udienza. Per i difensori degli ex vertici di Fonsai, Unipol "è inadempiente" sulla manleva; manleva ritenuta "nulla, inesistente" dai legali del gruppo guidato da Carlo Cimbri. Di fatto quell'accordo renderebbe inutile l'eventuale sequestro visto il patrimonio di Unipol ben superiore alla cifra richiesta come eventuale 'risarcimento'. Inoltre, nel patrimonio della famiglia Ligresti dovrebbe essere inserito, secondo la difesa, anche il 'patto' da 45 milioni siglato tra Nagel e Salvatore Ligresti come 'buonuscita' dal gruppo assicurativo. L'ipotesi più probabile è che al termine dell'udienza il giudice si riservi sulla decisione sul sequestro, decisione che potrebbe arrivare a inizio novembre.




