Roma, 21 ott. (Adnkronos) - "Vergogna, assassini", urlato al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, costretto a lasciare il molo San Leone di Agrigento circondato dal cordone della sicurezza, mentre urla strazianti e pianti accompagnano il lancio di corone fiori gettate in mare da un gruppo di eritrei. Sono le due immagini che chiudono la cerimonia di commemorazione delle vittime dei naufragi del 3 e dell'11 ottobre scorsi a Lampedusa. Oltre ad Alfano, presenti i ministri della Difesa, Mario Mauro, dell'Integrazione, Cecile Kyenge, e il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Assenti il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, a Roma per incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e quello di Agrigento, Marco Zambuto, che ha definito la cerimonia una "passerella per i politici". Una commemorazione segnata da accuse e polemiche. Polemiche innanzitutto per il fatto che la cerimonia non si sia svolta a Lampedusa e per l'esclusione dei sopravvissuti. "Perchè non sono stati invitati?", recita uno striscione che campeggia sul molo, tenuto da due eritrei. E protestano i connazionali rimasti nel centro di accoglienza di Lampedusa: un gruppo di loro ha forzato l'ingresso e impedito l'uscita dei pullman con a bordo siriani che avrebbero dovuto raggiungere la Puglia, alcuni hanno anche bloccato la strada con un grosso masso. Nessuna presa di posizione dagli esponenti del governo presenti. Perchè ad Agrigento? "Chiedete a chi ha organizzato la commemorazione", taglia corto il ministro Mauro. "Dobbiamo vedere il messaggio importante arrivato oggi, per la prima volta lo Stato ha fatto una cerimonia che cambia tutto", è l'invito che arriva da Cecile Kyenge. Mentre Alfano, che sottolinea il merito del governo di avere "assicurato degna sepoltura ai morti e assistenza ai superstiti" e annuncia "caccia senza quartiere ai mercanti di morte", replica poi in serata alle contestazioni e ammonisce: "i cosiddetti attivisti che hanno gridato 'assassini' sono quelli che vogliono frontiere libere e scafisti in libertà. Non l'avranno vinta. Proteggeremo le nostre frontiere salvando vite umane". (segue)




