Torino, 22 ott. - (Adnkronos) - Erano circa le 8 del mattino del 21 marzo 2012 quando in via Barbaroux a Torino il consigliere comunale, Alberto Musy, entrando nel cortile di casa, fu ferito a colpi di pistola. Un uomo con un casco e un impermeabile gli puntò contro una pistola e sparò diversi colpi. Subito dopo si allontanò a piedi mentre i vicini e la moglie di Musy, avendo sentito i colpi e le grida del consigliere, si precipitarono di sotto. Il consigliere comunale, ferito gravemente, entrò da subito in coma irreversibile. L'uomo con il casco che, poco prima e dopo l'agguato, si aggirava con passo claudicante per le vie della zona, notato anche da alcuni passanti, fu ripreso dalle telecamere della zona. Dopo mesi di indagini la polizia arrestò, quasi un anno dopo, Francesco Furchì. Definito dagli inquirenti un 'faccendiere', Furchì si era candidato alle ultime elezioni comunali in una lista che sosteneva Musy. Secondo gli investigatori avrebbe sparato al collega per rancore, per alcuni sgarbi, che riteneva di aver subito dal consigliere comunale. Furchì si trova ancora in carcere e proprio oggi era prevista un'udienza del processo in cui avrebbe dovuto essere sentito in aula.




