(Adnkronos) - Al fine di conferire ulteriore credibilità alle fatture emesse e quindi ai rapporti commerciali fittizi, i clienti provvedevano anche al regolare pagamento delle stesse fatture, mediante l'emissione di assegni bancari ovvero attraverso bonifici bancari. Una volta accreditati i suddetti importi, l'emettitore delle false fatturazioni provvedeva al tempestivo prelevamento del controvalore in contanti, per la successiva restituzione ai clienti, al netto del compenso concordato per il servizio, solitamente pari all'importo dell'iva indicata nella fattura. Le imprese utilizzatrici coinvolte sono state oggetto di segnalazione ai vari comandi del corpo territorialmente competenti, i quali stanno gia' procedendo al recupero a tassazione degli importi dei costi fittizi indebitamente dedotti che, come detto in precedenza, ammontano a quasi 11 milioni di euro. L'uomo penalmente responsabile emittente le false fatture, cosi' come tutti i soggetti utilizzatori (circa 44), rischiano la pena della reclusione da 1 anno e 6 mesi a sei anni.




