(Adnkronos) - La Cassazione, accogliendo il ricorso di Filiberto Maisano, ricorda che il nostro "ordinamento penitenziario" prevede che le pene non possano "consistere in trattamenti contrari al senso di umanita' e che devono tendere alla rieducazione del condannato", attenendosi sempre al principio che "quello alla salute e' diritto fondamentale dell'individuo". Piazza Cavour ricorda che "e' nel rispetto di un siffatto quadro normativo che il legislatore, pur nel contesto nazionale di fenomeni diffusi e radicati di criminalita' organizzata di estremo allarme socio-economico, fenomeni sconosciuti ai maggiori Paesi occidentali, ha articolato una disciplina della carcerazione preventiva attraverso la quale equilibrare le esigenze di giustizia, quelle di tutela sociale con i diritti individuali riconosciuti dalla Costituzione". A Filiberto Maisano il tribunale della liberta' di Reggio Calabria lo scorso 20 marzo aveva negato la modifica della misura cautelare in carcere con quella dei domiciliari ritenendo che le patologie di cui era affetto, pure se serie, potessero essere curate in carcere. Contro il no ai domiciliari la difesa di Maisano ha fatto ricorso con successo in Cassazione sostenendo che "il diritto alla salute del detenuto e' prevalente anche sulle esigenze di sicurezza". (segue)




