(Adnkronos) - "E' indubbio che le edicole - continua Sacchi - sono in seria difficoltà, ma se cominciamo a guardare al singolo caso specifico e non al problema più ampio rischiamo di fare come l'uomo che guarda il dito e non la luna. In una situazione di crisi generale, in una città come Roma che ancora non si è dotata di un piano del commercio definitivo e in cui, proprio per questo, i pubblici esercizi scontano le conseguenze di una situazione ambigua e complicata, lasciare che le edicole si trasformino in soggetti di vendita ibridi, sarebbe un grave errore. Non stanno morendo solo le edicole ma anche e soprattutto i negozi, i pubblici esercizi, a causa di una tassazione arrivata ormai al 57%". "La liberalizzazione fino ad oggi - conclude il presidente della Fipe Confcommercio Roma, Nazzareno Sacchi - è avvenuta in forma anarchica e non ragionata. Ebbene è arrivato il momento di invertire questo schema: prima di prendere iniziative, è dovere dei nostri amministratori valutare con uno sguardo d'insieme tutte le possibili conseguenze e ragionare sulle pari opportunità da offrire a tutte le categorie del commercio".




