Roma, 6 nov. - (Adnkronos) - Era di circa 600mila euro l'anno il giro d'affari gestito dalla banda di truffatori di banche all'estero scoperta dalla Squadra Mobile di Roma. Il modus operandi era sempre lo stesso. Gli appartenenti all'organizzazione criminale aprivano in Francia conti correnti, movimentandoli per alcune centinaia di euro per alcuni giorni, in modo tale da ottenere dai funzionari degli Istituti di credito le dovute garanzie per il rilascio di bancomat, carte di credito e blocchetti di assegni. Successivamente le carte di credito e i bancomat venivano utilizzati per monetizzare, oltre a prelievi di denaro contante presso svariati istituti di credito transalpini anche acquisti di oggetti di valore quali rolex, prodotti elettronici e beni di lusso. Da qui, gli assegni corrispondenti ai conti correnti accesi presso le banche francesi erano repentinamente versati, dai membri dell'organizzazione criminale, tra le banche stesse, per importi di diverse migliaia di euro, al fine di giustificare una aleatoria disponibilità di denaro per le successive transazioni con le carte di credito collegate e, in secondo luogo, erano direttamente utilizzati per acquistare beni di lusso o al fine di ottenere cambi di denaro presso i vari Casinò tra la Francia e il nord Italia. In questa fase, i promotori dell'organizzazione istruivano i propri membri a sfruttare il tempo finestra, di circa 6-7 giorni lavorativi, che normalmente impiegava un assegno per essere bancato, per eseguire i movimenti bancari sopra descritti e, quantomeno, prima che il titolo di credito venisse protestato. (segue)




