(Adnkronos) - Raffaele Sollecito ha esordito davanti ai giudici della Corte d'Assise d'Appello di Firenze ringraziandoli per la loro disponibilità ad ascoltare le sue parole e spiegando di essersi deciso a parlare in aula perchè non ritiene piu' tollerabile il modo in cui il nome è "trattato dai media in tutto il mondo". Sollecito ha ripercorso brevemente la sua vita giovanile spiegando che quando viveva a Perugia era una persona "estremamente riservata ed impegnata solo a studiare" tanto che fino ad allora non aveva avuto neppure il tempo di innamorarsi fino a quando non ha incontrato Amanda. L'imputato accusato di aver assassinato insieme con Amanda Meredith Kercher ha poi offerto alcuni dettagli sulla sua vita privata raccontando tra l'altro: "Non mi piacevano tanto le feste, non mi è mai piaciuto l'alcol e qualche volta ho fumato uno spinello ma cio' non ha mai cambiato il mio vero modo di essere". Respingendo l'immagine che di lui è stata data di un assassino spietato e freddo, ("sono accuse assurde"), Raffaele Sollecito ha parlato anche di quando "fui gettato in carcere" e per sei mesi rimase in isolamento. Ha poi ripercorso la vicenda dell'impronta di scarpa che per otto mesi fu considerata la prova regina contro di lui, fino a quando fu "poi sbugiardata perchè l'impronta risulto' di Rudy Guede". Quindi ha ricordato di quando venne "arrestato per un coltellino a serramanico", giudicato dall'accusa come l'arma del delitto, ma anche in questo caso, ha affermato, si è rivelata "una immaginazione poi sbugiardata". (segue)




