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Nucleare: 10 anni fa la rivolta lucana, Scanzano Jonico non dimentica/Adnkronos

domenica 10 novembre 2013
Nucleare: 10 anni fa la rivolta lucana, Scanzano Jonico non dimentica/Adnkronos

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Matera, 10 nov. - (Adnkronos) - Dieci anni dopo la minaccia del nucleare, Scanzano Jonico tiene alta la guardia. Dal 13 al 27 novembre del 2003, per quindici giorni molto intensi, la Basilicata ribolliva per la decisione del Governo Berlusconi di localizzare nella cittadina materana il "cimitero" delle scorie nucleari e radioattive sparse per il Paese. La mobilitazione di tutti i lucani, culminata nella grande manifestazione ribattezzata "la marcia dei centomila", obbligo' moralmente e politicamente il Parlamento a cancellare il nome di Scanzano Jonico nella conversione in legge del decreto. Da allora le paure non si sono mai sopite. Il nome di Scanzano e la Basilicata spesso tornano nelle mappe ipotetiche delle zone d'Italia che avrebbero condizioni orografiche ideali per il deposito unico nazionale, da quel momento rimasto solo sulla carta. Basta un minimo sospetto per far alzare le barricate. Come è accaduto a fine luglio con il trasporto "top secret" all'aeroporto militare di Gioia del Colle di un chilo di biossido di uranio prelevato dalla centrale Enea di Rotondella, adibita negli anni '60 e '70 al ciclo nucleare uranio-torio, e restituita agli Stati Uniti nell'ambito di accordi internazionali della Sogin: due giorni con poche e frammentarie notizie hanno subito fatto scattare l'allarme, poi rientrato, sul materiale effettivamente trasportato, alimentando timori su perdite di radioattivita'. (segue)