Milano, 12 nov. (Adnkronos) - Sono sei le persone rinviate a giudizio con l'accusa di associazione a delinquere, appropriazione indebita e smaltimento illecito di rifiuti. L'operazione ribattezzata 'Iron man', durata da marzo a giugno di quest'anno, condotta dalla Polizia Provinciale di Monza è nata dalla segnalazione di un imprenditore dell'hinterland milanese titolare di un'azienda di commercio di metalli, il quale si era inizialmente rivolto ad una agenzia investigativa privata per sospetti sul comportamento di alcuni dipendenti. L'investigatore, finite le sue indagini, si è presentato alle forze dell'ordine: da qui l'operazione che ha fatto luce sul furto di acciaio inox per un valore intorno ai 2 milioni di euro. Le indagini hanno dimostrato che gli autisti dell'azienda, che avevano il compito di trasportare acciaio verso una fonderia di Vicenza, avevano trovato in Brianza, tra Agrate e Caponago, un'azienda che si era resa disponibile a sostituire l'acciaio inox con rottami e rifiuti ferrosi. Il guadagno, per l'azienda di Caponago, era duplice: da un lato riceveva a ottimo prezzo l'acciaio pregiato, che pagava cash agli autisti infedeli, e dall'altro si liberava degli scarti, risparmiando sui costi di smaltimento e facendoli confluire nella fonderia vicentina. (segue)




