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Giochi: Dario Fo, Stato biscazziere non speculi su quello d'azzardo

domenica 17 novembre 2013
Giochi: Dario Fo, Stato biscazziere non speculi su quello d'azzardo

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Roma, 14 nov. - (Adnkronos) - "Assistere ad uno Stato che specula per su una simile tragedia è a dir poco disgustoso". E' il monito del premio Nobel Dario Fo, contenuto in un messaggio a sostegno della campagna 'Mettiamoci in gioco' contro il gioco d'azzardo. "Oggi in Italia - continua Fo - stiamo assistendo ad un fenomeno a dir poco allarmante: il tragico problema del gioco d'azzardo in cui è lo Stato medesimo ad esercitare il ruolo di croupier anzi, di spietato biscazziere che approfittando della magia del gioco d'azzardo distrugge psiche e famiglie con ferocia inaudita. Una truffa inflitta ai danni di tutti i cittadini - uomini donne e soprattutto giovani - e perpetrata gomito a gomito con le mafie che controllano le macchinette mangiasoldi evadendo con le loro concessionarie cifre da capogiro". "In Italia ormai la piaga del gioco d'azzardo ha assunto dimensioni spaventose. I ludopatici, sono quasi tre milioni. Ammalati che lo Stato dovrebbe assistere - rimarca il premio Nobel - anziché sfruttare fino all'ultimo soldo: si passerebbe così da uno Stato-biscazziere ad uno Stato finalmente responsabile ed animato da un'autentica coscienza civile". E qual è il ruolo della politica in questa orrenda débâcle? Si chiede Dario Fo: "Avete mai visto ultimamente dei parlamentari protestare contro l'indegno salvataggio delle concessionarie che è costato alle casse dello Stato più di 80 miliardi di euro? 'Ma io non ne sapevo niente! 'Io invece credevo si parlasse delle concessionarie di automobili!' 'Io invece ero al bar a giocare quando si votava... e ho anche vinto una bella cifra!'. "Franca - dice ricordando la moglie - durante la sua esperienza da senatrice ha denunciato duramente il comportamento da cavalli con il paraocchi delle Istituzioni verso il problema del gioco. Ogni tentativo di bloccare il dilagare di questa catastrofe veniva immediatamente rimandato a seduta da destinarsi da parte di quelle che Franca ha definito 'le solite talpe di regime'. E anche oggi nulla è cambiato: lo Stato deve ancora iniziare a valutare i costi sociali di questa epidemia senza sosta e finora senza antidoto". E, tanto per cominciare, bisognerebbe che Comuni, Regioni e anche lo Stato iniziassero a spendere qualche denaro di quella rapina per affiggere manifesti in ogni luogo con scritto: "Attenti, il gioco d'azzardo è una malattia perniciosa e devastante quanto la tossicodipendenza", conclude il premio Nobel.