Torino, 14 nov. (Adnkronos) - "Ti spariamo in testa", "ti devi fare la plastica in Svizzera" e riferimenti specifici ai figli "ci tieni a loro?". Sono alcune delle minacce che la banda di usurai arrestati questa mattina dalla Squadra Mobile di Torino, secondo gli investigatori legati alla 'ndrangheta, rivolgeva a due imprenditori torinesi per ottenere gli interessi stratosferici su un prestito di 140mila euro. Secondo le indagini il gruppo pretendeva tra il 6 e il 7% di interessi al mese dai due imprenditori. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Eleonora Pappalettere, è stata notificata oggi a quattro persone, già detenute per 416 bis. Secondo gli investigatori la mente era Giuseppe Mirabella, detto 'Pippo', ritenuto a capo della locale di 'ndrangheta di Giaveno (Torino), di cui faceva parte anche Eduardo Cataldo, collegato all'omonima cosca di Locri (Rc), con cui manteneva i rapporti della cellula piemontese. Nell'indagine è finito anche un quinto uomo, secondo gli investigatori esponente della 'ndrina Ursino di Gioiosa Ionica ed attivo in Torino, riconosciuto responsabile dell'estorsione ma per il quale il gip ha dichiarato inammissibile la richiesta di misura cautelare per scadenza del termine di fase, avendo già scontato un anno di detenzione nell'ambito dell'operazione Minotauro.




