Gorizia, 14 nov. - (Adnkronos) - Il Cie di Gradisca d'Isonzo (Gorizia), che per ora resta chiuso, potrebbe anche essere assorbito dall'attuale Cara, aumentandone la capienza. Inoltre, la prefettura di Gorizia aveva chiesto circa un mese fa al ministero dell'Interno di non inviare più immigrati da ospitare al Cda di Gradisca d'Isonzo, perché quei 50 posti letto in più oltre a quelli del Cara sarebbero utili per accogliere i tanti stranieri che attraverso il confine arrivano nella provincia di Gorizia, ma dal dicastero è arrivata una risposta negativa. Lo apprende l'Adnkronos da fonti della Prefettura di Gorizia, dalla quale si viene anche a sapere che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare il provvedimento temporaneo ufficiale per la sospensione del funzionamento del Cie, già chiuso dal 6 novembre scorso. Il Cda (Centro di assistenza) attiguo al Cara è stato aperto il 7 agosto scorso e ha 50 letti. Ieri vi sono arrivati ospiti, che stamattina erano già ripartiti. La regola vuole che gli immigrati che richiedono asilo identificati vadano al Cara, quelli non identificati finiscano al Cda. Cda e Cara sono gestiti direttamente dal Ministero. Il Cda è una struttura di accoglienza, ha le porte aperte, chi vuole resta e chi non vuole se ne va, anche se in teoria prima di uscire dalla struttura dovrebbe essere identificato. Il Cie è stato teatro di recente di diverse proteste da parte degli ospiti, che hanno danneggiato la struttura. Tra le ipotesi, quella che il Cie possa anche assumere un'altra destinazione. La Prefettura ha sempre inviato al Viminale la rassegna stampa delle 'riflessioni' da parte politica e istituzionale sulla opportunità di mantenere il Cie a Gradisca. (segue)




