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Puglia: da cittadini e associazioni no a distruzione ulivi per la Xylella

domenica 24 novembre 2013
Puglia: da cittadini e associazioni no a distruzione ulivi per la Xylella

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Roma, 18 nov. - (Adnkronos) - La Puglia teme per i suoi ulivi. Dietro alla diagnosi di 'complesso di disseccamento rapido' ci sarebbe il batterio killer Xylella fastidiosa ma, per alcuni comitati territoriali, anche interessi che con la tutela della pianta non hanno niente a che vedere: dalle centrali a biomassa alle multinazionali degli Ogm. Domani la videoconferenza tra rappresentanti dell'Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia e della Commissione Europea segnerà una nuova tappa di questa vicenda, intanto ambientalisti e cittadini dicono no a soluzioni estreme: distruzione delle piante o pesanti interventi chimici. "Notiamo che il fenomeno ha colpito un'area precisa, la zona sud di Gallipoli, pensiamo quindi che possa essere collegato alle condizioni di quella zona, come la qualità dell'acqua. Prima di arrivare a una drastica asportazione degli ulivi o a pesanti interventi chimici bisogna capire le cause", dichiara all'Adnkronos Maurizio Manna, direttore regionale Legambiente Puglia. Nessun dubbio per lui: gli ulivi effettivamente sono malati e mostrano segni di sofferenza da due anni, ma "prima di arrivare a soluzioni drastiche bisogna capire se la pianta è in grado di riprendersi con metodi tradizionali come la potatura estrema, alla quale stanno ricorredo già diversi agricoltori, e valutare se la malattia non sia da attribuirsi al fatto che la Xylella ha agito su piante già indebolite ad esempio per un problema di inquinamento dell'acqua o per altri motivi". Insomma, il batterio killer potrebbe essere un problema secondario. Per questo, Legambiente chiede "analisi sistematiche delle falde. Abbiamo preparato un documento che presenteremo alla Regione perché avvii subito le prime analisi sulle acque o su eventuali accumuli di sostanze chimiche in un alveo. Solo scartate queste due possibilità si può pensare a cure particolari per la Xylella".(segue)