(Adnkronos) - Ancora: è fondamentale, in Toscana, "l'integrazione con il privato sociale, che è di alta qualità". La stessa politica regionale è intervenuto sulla regolamentazione dei servizi e l'accreditamento, ed anche grazie al privato sociale, in sinergia con l'offerta degli enti locali, che i servizi per l'infanzia sono presenti sul territorio. Ora però serve un passo avanti: "l'impegno perché una legge trasformi i nidi da servizi a domanda individuale a servizi educativi", perché qui si parla di diritti. Anche nella relazione di Sara Mele c'è la "coerenza assoluta della prospettiva politica assunta dalla Regione nel corso del tempo", la presenza di alcuni nodi che attendono di essere sciolti (in primis la sostenibilità finanziaria e il ruolo dello Stato), il riconoscimento di un contesto che, per quanto riguarda la prima infanzia, è comunque "forte e privilegiato". Una condizione che per la Toscana è confermata da numeri e nel raffronto con il quadro nazionale: potenzialità di copertura al 34 per cento, complessivamente distinta in 27 per cento per i nidi; 4,3 per cento per i servizi integrativi; 3 per cento per gli accessi anticipati alla scuola dell'infanzia. Nel quadro poi degli obiettivi di Lisbona, la Toscana mostra una complessiva tenuta del sistema e un posizionamento ai vertici del quadro nazionale: i bambini accolti nei servizi educativi per l'infanzia nel 2012/2013 erano 25.782 (28.640 calcolando anche i 2858 anticipatari accolti nelle scuole dell'infanzia), su un numero complessivo di bambini residenti nella fascia 3-36 mesi di 86.177. (segue)




