Roma, 22 nov. (Adnkronos) - Bancarotta fraudolenta per distrazione e violazione della legge tributaria per aver omesso il versamento all'erario di cospicue somme di denaro. Per queste accuse è finito agli arresti domiciliari l'imprenditore Stefano Gavioli titolare e amministratore della società Slia prima Spa e poi Srl operante nel settore della progettazione, costruzione e gestione di impianti per smaltimento di rifiuti solidi e liquidi urbani. A disporre l'arresto di Gavioli che risulta al centro di diverse vicende giudiziarie in corso a Napoli e a Catanzaro è stato il gip Cinzia Parasporo su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pubblico ministero Paola Filippi. Le accuse si riferiscono al mancato pagamento delle imposte per il 2006 e del 2007. Inoltre dopo che era stato dichiarato il 7 luglio del 2011 il fallimento della società Gavioli e altri indagati si sarebbero appropriati indebitamente dei beni della società Slia. Tra le cose sottratte anche 33 veicoli intestati alla società e anche le somme che erano destinate all'erario. Disponendo l'arresto dell'imprenditore il gip definisce Gavioli persona di "elevata professionalità criminale". In sostanza secondo il magistrato il modo di operare dell'imprenditore era quello di svuotare, dopo aver accumulato ingenti debiti le sue società per proseguire poi l'attività con altre imprese di nuova costituzione.




