Reggio Calabria, 12 dic. - (Adnkronos) - Avrebbe truffato persino la Prefettura di Reggio Calabria, percependo un finanziamento di 40mila euro per l'avvio del progetto "Botteghe artigianali" in realtà mai partito. Il piano pensato da Rosy Canale, arrestata questa mattina dai carabinieri per truffa e peculato, sarebbe dovuto servire a creare lavoro, avviando un'attività di produzione del sapone gestita dalle donne a San Luca, terra duramente colpita dalla faida tra le cosche di 'ndrangheta. Invece che far lavorare le donne, il sapone veniva acquistato all'esterno con il marchio Donne di San Luca e commercializzato. Dal ministero della Gioventù era arrivato un altro finanziamento di 18.500 euro da utilizzare per lo svolgimento di attività di pubblico interesse e invece sarebbe stato speso dalla Canale per l'acquisto di un'automobile, formalmente intestata al movimento Donne di San Luca ma di fatto utilizzata per le sue esigenze personali. Cinquemila euro era invece il contributo elargito dalla presidenza del consiglio regionale della Calabria. Anche in questo caso, per il bene di San Luca non sarebbe stato speso nemmeno un euro. (segue)




