Bologna, 20 dic. - (Adnkronos) - Il senzatetto ucraino di 46 anni trovato morto 2 giorni fa in via Barozzi a Bologna, su di un marciapiede non distante dalla stazione ferroviaria, "anche la sera prima del decesso aveva rifiutato la proposta dell'unità mobile di Piazza Grande" di ripararsi in una struttura di accoglienza. Lo ha detto l'assessore al Welfare del Comune di Bologna Amelia Frascaroli, rispondendo oggi in aula ad una domanda del Movimento 5 Stelle. "I nostri servizi che operano in strada una volta individuata una persona che necessita di assistenza non possono obbligarla ad entrare in un dormitorio" ha precisato l'assessore, rimarcando che comunque "viene data loro assistenza temporanea fornendogli alcuni generi di necessità". Il clochard deceduto, ha aggiunto l'assessore, "era conosciuto dai servizi di prossimità da molto tempo e dalle associazioni di volontariato". In particolare, la notte del 14, ovvero 4 giorni prima di morire, "era stato segnalato dall'associazione Papa Giovanni XXIII che l'ha incontrato appunto in via Barozzi e in quell'occasione, dietro richiesta dello stesso, gli ha fornito coperte per meglio ripararsi". "Tuttavia non si è mai presentato ai servizi invianti per il Piano Freddo" ha continuato Frascaroli, spiegando che "risulta aver accettato soltanto l'inserimento in dormitorio nel 2012". Insomma, ha ribadito l'esponente di giunta,"ha sempre rifiutato una collocazione nelle strutture di accoglienza a bassa soglia". (segue)



