(Adnkronos) - Il medico del carcere cambia terapia, ma non cambia nulla: Nicola continua a perdere peso e la forte depressione lo porta a minacciare il suicidio. Chiede ancora la visita psichiatrica e il medico del carcere aggiunge farmaci alla terapia e scrive 'si raccomanda max sorveglianza'. A giugno 2013 Nicola minaccia il suicidio e anche se il medico del carcere modifica la terapia e consigliano la massima sorveglianza, il 9 agosto il detenuto tenta il suicidio. Il 19 agosto 2013 il medico del Sert visita Nicola, e cambia ancora una volta la terapia e chiede massima sorveglianza. Ma la direzione del carcere, in una lettera indirizzata ai vari reparti scrive che il tentato suicidio di Nicola aveva lo scopo di poter uscire e tornare a casa. Viene ritirato dalla sua cella tutto cio' che puo' essere pericoloso lacci delle scarpe, cinta dell'accappatoio e quant'altro: tutto inultile perchè il 27 settembre compie un altro gesto autolesivo e viene ricoverato in ospedale al reparto di psichiatria, dove gli viene diagnosticato il Disturbo antisociale di personalità, Disturbo da discontrollo di personalità. Nessuno dei familiari di Nicola, nonostante egli lo avesse richiesto, viene avvertito e anche questa volta il medico sostiene che si sia trattato di un gesto manipolativo per tornare a casa. Nicola, tornato in carcere, tenta il suicidio altre due volte e il 6 dicembre i familiari vengono avvertiti che Nicola e' ricoverato in ospedale a San Benedetto del Tronto, dove rimane fino al 10 dicembre scorso: giorno nel quale viene scarcerato e per ordine del Tribunale di Sorveglianza di Ancona trasferito in una comunita' a Spoleto. (segue)




