(Adnkronos) - Il canile aveva una capienza massima di 65 cani e ne sono stati ritrovati, vivi, oltre 200, tenuti in gabbie molto strette, molti con vistose ferite e lesioni alla gola ed in altre parti del corpo, ben al di sotto degli standard di legge. In una delle gabbie, assieme a tre cani ancora vivi, vi erano due carcasse di animali morti almeno da una settimana e lasciate li'. I cani, a quanto è risultato, erano nutriti con pane secco o addirittura andato a male e le gabbie non venivano pulite da molto tempo, con il risultato che gli animali, oltre che con le carcasse, dovevano vivere in mezzo ai propri escrementi ed ai resti di quel poco pane raffermo che avevano come pasto. Negli uffici del canile, sono stati scoperti 10 microchip installati su animali morti ma il cui decesso non e' stato mai comunicato, cosicche' il gestore riceveva le indennita' dai Comuni, per animali deceduti anche mesi fa. Infine, sul terreno retrostante le gabbie, i militari hanno potuto comprendere i motivi dell'odore nauseabondo. Al momento dell'irruzione, infatti, il gestore del canile ha attivato un'idrovora con la quale stava sversando su un terreno agricolo i liquami provenienti dai pozzi Imhoff del canile inquinando, forse in modo irreparabile, la zona. Su disposizione dell'Autorita' giudiziaria, il canile e' stato sequestrato, con il divieto di affidarvi nuovi animali e con l'obbligo, a carico del gestore denunciato, di provvedere alle esigenze primarie degli animali in attesa che per gli stessi venga trovata una nuova sede.




