Torino, 15 ott. - (Adnkronos) - "E' tutta colpa del voodoo se sono qui". A sostenerlo e' Ughetto Piampaschet, accusato di aver ucciso e poi gettato nel Po la giovane prostituta nigeriana Anthonia Egbuna, parlando con i cronisti in una pausa del processo che si e' aperto oggi davanti alla Corte d'Assise di Torino. Pampaschet, assistito dall'avvocato Stefano Tizzani, parla con i cronisti di come e' nato il suo amore per la Nigeria e le sue donne e ribadisce "e' tutto legato ai riti voodoo: a quel mondo non piaceva che noi stessimo insieme e ora lei e' morta e io sono qui". Lui, in carcere da 14 mesi, ha sempre negato di aver ucciso Anthonia "qui decideranno i giudici - sottolinea Piampaschet - ma poi sara' Dio a giudicarmi e la mia coscienza e' pulita". Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Vito Sandro Destito, l'uomo avrebbe ucciso la giovane nigeriana per non perderla. Secondo gli investigatori la donna sarebbe stata uccisa nel novembre 2011 ma il corpo era stato poi trovato nel Po solo a febbraio. Nell'udienza di oggi, dopo alcune eccezioni della difesa, sono stati ascoltati in aula l'uomo che aveva avvistato il corpo nel Po a San Mauro e chiamato i soccorsi, e due carabinieri intervenuti sul posto.




