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Milano: omicidio Lucia Scarpa, per giudici uccisa perche' 'si intrometteva'

domenica 20 ottobre 2013
Milano: omicidio Lucia Scarpa, per giudici uccisa perche' 'si intrometteva'

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Milano, 18 ott. (Adnkronos) - Lucia Scarpa non fu uccisa dal vicino di casa a Milano per un prestito di 20 euro, ma perché "si intrometteva nella sua vita privata". Lo scrivono i giudici della Corte d'Assise d'Appello nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso marzo, hanno rideterminato da 18 a 14 anni la pena per Adlaw Artem Capuno, il filippino 40enne che ha accoltellato la 70enne il 3 ottobre 2011 dopo averla incontrata sul pianerottolo di casa. La vittima si era intromessa, dicendogli che l'aveva sentito litigare con la moglie e minacciandolo di riferirle del prestito. La Corte ha dunque escluso l'aggravante dei futili motivi dall'imputazione per omicidio in quanto "a scatenare la violenza era stata - scrivono nella sentenza - non tanto la minaccia di svelare alla moglie cose che la stessa già conosceva, quanto, soprattutto, l'intrusione nella sua sfera privata da parte di una persona estranea, con la quale non aveva confidenza e che in occasione delle liti coniugali aveva preso le parti della moglie, e la stigmatizzazione della sua dedicazione alla droga e del penoso stato in cui si era ridotto, con l'ulteriore sottolineatura che aveva fatto bene la moglie a lasciarlo". I giudici hanno accolto la tesi del difensore del filippino, Carlo Fontana, che aveva presentato ricorso in appello contro la sentenza di primo grado, spiegando che l'impulso omicida del suo assistito era stato provocato "dalla paura di perdere definitivamente quello che di più importante un uomo possiede, la propria famiglia" e non da quel prestito di 20 euro che, in primo grado, era stato ritenuto l'unico movente.