Milano, 19 ott. - (Adnkronos) - "Oggi non basta parlare di verità, dobbiamo cercarla. La verità è la giustizia di cui abbiamo bisogno". Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, parlando dal palco allestito questa mattina in piazza Beccaria, nel cuore del capoluogo lombardo, dove si sono celebrati i funerali pubblici di Lea Garofalo, la giovane donna uccisa dalla 'ndrangheta nel novembre del 2009 a Milano. Don Ciotti si è quindi rivolto "ai tanti giovani inghiottiti dalle organizzazioni mafiose affinchè cerchino la verità. Noi -ha sottolineato- non vi lasceremo soli. Lea -ha aggiunto- ha deciso di rompere il silenzio e l'ingiustizia. Il tuo cuore e la tua coscienza -ha proseguito don Ciotti rivolgendosi al feretro di Lea Garofalo- sono sorgenti di libertà". Parlando sempre della testimone uccisa, il presidente di Libera ha ricordato come la donna si sia ribellata "ad una vita che non sentiva sua. Lea -ha aggiunto- hai seguito la tua coscienza per rompere un codice di odio, di mafiosità. Hai condotte con le tue piccole, grandi forze la tua scelta di libertà. Lea, hai visto, sentito e testimoniato". Quindi, rivolgendosi ancora alla piazza, don Ciotti ha sottolineato come Lea Garofalo sia diventata ormai "un martire della verità, un testimone della verità". Infine rivolgendosi alla figlia di Lea, Denise Cosco, la ragazza che vive ancora sotto protezione e che ha assistito alle esequie pubbliche 'nascosta' in un palazzo comunale che dava sulla piazza Beccaria, don Ciotti ha detto: "La tua mamma è ancora viva, non è morta". Quindi, dopo aver promesso a Lea Garofalo che "non lasceremo mai e poi mai sola Denise, don Ciotti si è definito "un povero prete innamorato di Dio e della giustizia, un prete capace di vivere saldando il Vangelo con la Costituzione".




