Roma, 19 ott. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "A 17-18 anni non si ha la sufficiente maturità, autonomia e capacità per affrontare una relazione affettivo-sessuale su un piano di parità ragazzo-ragazza, e dunque si va a cercare nel gruppo deviante il coraggio di affrontare la relazione sessuale. In gruppo, infatti, ci si sente meno colpevoli, perché si scarica la propria parte di responsabilità sugli altri componenti". Parola di Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria all'università Gabriele D'Annunzio di Chieti, che commenta così la vicenda della violenza sessuale di cui sarebbe stata vittima una studentessa 16enne di Modena, che ha presentato querela ai carabinieri. La ragazzina ha raccontato di essere stata indotta a bere, forse più del dovuto, e di essere stata poi trascinata in bagno da cinque ragazzini che, a turno, l'avrebbero violentata. "In gruppo - spiega Di Giannantonio - le tematiche aggressive e violente aumentano". Per l'esperto, si tratta di comportamenti "assolutamente diseducativi che nascono all'interno di una cultura falsificata del rapporto uomo-donna".




