(Adnkronos) - Secondo Legambiente non e' "accettabile che le tempistiche, anche quelle straordinarie sancite dall'emanazione dei due decreti salva Ilva, vengano regolarmente trasgredite. Visto che e' gia' stata avviata una procedura di infrazione dalla Ue, si deve dunque arrivare alla condanna e alle sanzioni conseguenti? Serve un vero cambio di passo rispetto all'abitudine tipica dell'Ilva e della famiglia Riva di chiedere deroghe, proroghe e rinvii. Dal 2011, data della prima Aia, gli impianti avrebbero dovuto essere adeguati alla necessita' di abbatterne in maniera drastica l'impatto ambientale e sanitario e non comprendiamo la necessita' - spiega Franco - di ulteriori proroghe a fronte della manifestata volonta' di ammodernare gli impianti secondo le Bat (migliori tecnologie disponibili ndr) che entreranno in vigore nel 2016". Al ministro Lorenzin Legambiente denuncia quella che viene definita "una drammatica beffa, ossia il decreto interministeriale sulla Valutazione del Danno Sanitario approvato definitivamente lo scorso 23 agosto che indica criteri che consentono una valutazione delle ricadute sulla salute solo ad Aia completamente attuata. Ne consegue quindi che se le misure attuate si rivelassero inefficaci a minimizzare entro i limiti consentiti l'impatto sanitario, la Regione Puglia potrebbe chiedere la riapertura dell'Aia solo nel secondo semestre del 2016. Nella legge regionale pugliese e' previsto invece che la Valutazione sia fatta anche sulla base di proiezioni dei risultati attesi sulla salute dall'attuazione di determinate misure di protezione ambientale, proiezioni effettuate con metodiche largamente utilizzate a livello internazionale in paesi come gli Usa per esempio. Pertanto, nonostante la Valutazione effettuata da Arpa Puglia ci consegni un quadro ad Aia attuata non ancora accettabile per la salute dei cittadini - sostiene Legambiente - non sara' comunque possibile per la Regione Puglia, e in generale per le Regioni interessate da impianti di interesse strategico nazionale, chiedere la riapertura dell'Aia prima del 2016 e cioe' solo dopo aver contato eventuali altri morti e malati a causa dell'inquinamento prodotto dagli impianti. Al Ministro della Salute chiediamo che provveda a modificare nel piu' breve tempo possibile quel decreto interministeriale".




