(Adnkronos) - "Ragazzi, abbiamo di fronte a noi il presente e la storia recente della lotta alla mafia - ha evidenziato Abbruzzese facendo riferimento a Vigna e Pignatone - Penso al contributo che ha dato il dottor Vigna nelle indagini sulla mafia, soprattutto quelle relative al periodo in cui Cosa Nostra alzo' il livello e realizzo' attentati nelle maggiori citta' italiane, a Roma, a Milano, a Firenze. Fu un periodo drammatico della storia del nostro Paese, ancora una volta vittima del terrorismo stragista. Ma stavolta l'impronta era quella della criminalita' organizzata. E permettetemi di ringraziare anche il dottor Pignatone. Il quale, palermitano, prima di arrivare nella Capitale ha lavorato anche a Reggio Calabria". "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - ha proseguito il presidente del Consiglio regionale del Lazio rivolgendosi ai giovani presenti in sala - sono stati per la storia della Repubblica due esempi. Io ritengo giusto definirli 'eroi', anche se immagino che loro non sarebbero d'accordo". "Come tanti altri magistrati - ha aggiunto - direbbero che facevano semplicemente il loro dovere. Il dovere di servire lo Stato, la Costituzione, le Istituzioni. Quindi, tutti noi cittadini. Hanno combattuto la mafia prima di tutto cercando di coglierne i meccanismi interni di funzionamento. Hanno svelato il processo con cui la piu' imponente organizzazione criminale italiana pensava, decideva, uccideva, faceva affari, ricattava, chiedeva il pizzo. Falcone e Borsellino sono stati tra i primi a capire come pensa 'Cosa Nostra', il modo con cui un mafioso costruisce i propri percorsi mentali e quali sono gli interessi che lo muovono". (segue)




