Roma, 12 dic. (Adnkronos) - La confisca per un valore di circa 26 milioni di euro, effettuata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, ha colpito i beni degli eredi di Danilo Sbarra, imprenditore romano, gia' condannato per i reati di usura e riciclaggio. Il provvedimento, delegato dalla Corte di Appello di Roma ed eseguito dalle Fiamme Gialle del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, conclude un procedimento per l'applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti dell'immobiliarista, pluripregiudicato e deceduto nel 2006. I finanzieri hanno sottoposto a confisca 47 unita' immobiliari a Vieste (Foggia), 2 terreni a Sabaudia (Latina) e un terreno a Latina, 7 unita' immobiliari a Sabaudia (Latina), 5 autovetture, quote societarie di 7 societa' operanti nel Lazio e conti correnti per un valore totale di stima pari a 26.118.725 euro. La confisca arriva all'esito del lungo iter processuale, che ha visto l'intervento anche della Suprema Corte di Cassazione. Inserito da circa trent'anni in contesti criminali dediti soprattutto alla commissione di reati quali l'usura, la bancarotta fraudolenta ed il traffico internazionale di stupefacenti, secondo quanto emerso dalle indagini, l'ascesa economica dell'imprenditore e' risultata legata al suo ruolo di riciclatore, non solo per conto di gruppi criminali nella Capitale, quali la Banda della Magliana e la Banda della Marranella, ma anche di esponenti di spicco di cosa nostra siciliana e della Nuova Famiglia di matrice camorrista. (segue)



