Pordenone, 24 apr. - (Adnkronos) - "Rispetto la sentenza, ma rimango dell'idea che non sia trattato di un omicidio premeditato. Vedremo le motivazioni della decisione della Cassazione quando sara' depositata la sentenza". Cosi' l'avvocato Marco Borella commenta con l'Adnkronos la sentenza della Corte di Cassazione che ieri sera ha confermato a Roma la condanna a 30 anni di reclusione emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Trieste a carico del cuoco marocchino El Kataoui Dafani, che il 15 settembre del 2009 sgozzo' la figlia Sanaa di 18 anni perche' voleva vivere all'occidentale e si era fidanzata con un giovane italiano con cui conviveva. Il giovane, Massimo De Biasio, fu a sua volta accoltellato alle braccia dall'uomo, mentre tentava di difendere la sua ragazza. Il delitto fu consumato nelle campagne del Pordenonese, nel comune di Montereale Valcellina. La Cassazione non ha quindi accolto il ricorso presentato dall'avvocato del cuoco, Marco Borella, che contestava la premeditazione del delitto. Nel secondo grado di giudizio a carico del cuoco, che ora ha 49 anni, era stata diminuita la pena, che nel primo grado era l'ergastolo.




