Cagliari, 21 apr. (Adnkronos) - "La sentenza della Corte Costituzionale rinforza la rivendicazione della Sardegna e conferma la bonta' delle scelte operate dalla Regione". Cosi' il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ritorna sulla questione aperta tra Stato e Regione, a proposito della sentenza, depositata ieri dalla Corte Costituzionale, sulla legge regionale 12 del 2011 che attribuisce facolta' alla Regione sarda di iscrivere a bilancio le compartecipazione stateli. "In altre parole - spiega -, ad affermare la precettivita' dell'art. 8 dello Statuto non sono solo le disposizioni contenute nelle leggi finanziarie proposte dalla Giunta e approvate dal Consiglio - ha puntualizzato - ma anche una sentenza della Consulta. Dichiarando inammissibile il ricorso del Governo, la Corte ha confermato che la Regione aveva titolo a inscrivere nel bilancio di previsione le nuovi e maggiori entrate derivanti dal novellato art. 8 e ad accertarle poi, a fine esercizio, nel rendiconto generale della Regione". "Nuove e maggiori entrate che sono state puntualmente previste e accertate dalla Regione - dice Cappellacci - fin dal 2010, ossia dal primo anno di entrata a regime del nuovo sistema finanziario regionale, prima ancora che fosse approvata la norma regionale oggi riconosciuta legittima dalla Corte Costituzionale. La sentenza n. 99/2012 della Corte Costituzionale - ha evidenziato Cappellacci - arriva dopo la parificazione operata nel 2010 dalla Corte dei Conti, che rappresenta un'ulteriore dimostrazione dell'infondatezza delle polemiche sulla falsificazione dei bilanci approvati dalla Giunta regionale". (segue)




