Roma, 11 dic. (Adnkronos) - Daniel Barenboim torna a riflettere sulla musica. Sulla musica che si fa, che si legge, sulla musica che si interpreta, sulla musica che si ascolta. Sulla musica che interconnette, che stringe relazioni e le riempie di senso. Questo e' il filo conduttore di 'La musica e' tutto' (Feltrinelli, 128 pagine, 12 euro), il libro che il celebre direttore d'orchestra presentera' alla Feltrinelli di via del Babuino a Roma domani alle ore 18.30. Barenboim ha a cuore una visione della musica in cui etica ed estetica dialoghino continuamente e a livelli diversi. Se l'essenza della musica e' il contrappunto (il continuo dialogo di un tema con il suo opposto) ecco che l'idea di un tutto non scomponibile nei suoi elementi domina, come una ossessione, l'opera e il lavoro del grande Maestro. Eseguire bene un pezzo implica una scelta, e' di per se' una sequenza di scelte. Non e' diverso, dice Barenboim, da cio' che deve fare un politico. La scelta giusta. E il giusto qui produce bellezza. Ma produce bellezza se si impone quel formidabile equilibrio che da una parte guarda alla partitura e all'autore, dall'altra al nesso profondo fra gli esecutori, e dall'altra ancora al pubblico, ai luoghi dell'ascolto, a chi governa le sale, a chi governa tout court. Costruire la bellezza della musica significa tendere le griglie perche' sia capita, e assorbita nella vita, nella vita collettiva. Questo libro entra con severita' e leggerezza di spirito nei temi che sono centrali per la cultura musicale contemporanea, non senza toccare la complessita' di compositori che hanno segnato la carriera del Maestro, Mozart e Wagner soprattutto, e, in chiusura, una originale riflessione su Giuseppe Verdi.



