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Architettura: si proietta nello spazio padiglione sloveno alla Biennale (2)

domenica 11 maggio 2014
Architettura: si proietta nello spazio padiglione sloveno alla Biennale (2)

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(Adnkronos) - Potočnik, in questo contesto, si pone come qualcuno che, prima di tutto, ha usato la sua conoscenza per rispondere alla domanda su come usare la tecnologia, che non sia nei termini di distruzione, ma per scopi umani comuni e per rendere possibile la sopravvivenza nello spazio. La storia dello stanziamento nello spazio è sempre stata, di conseguenza, una storia dell'architettura, legata soprattutto ai risultati scientifici e tecnologici. Il Centro Culturale Europeo di Tecnologie Spaziali (Ksevt), ideatore del progetto sloveno alla Biennale di Venezia, sta lavorando sul collegamento che si può instaurare tra le soluzioni scientifico-tecnologiche e l'appropriazione dello spazio da parte delle Arti e delle Lettere. Dallo studio di questo rapporto si evidenzia lo sviluppo dell'architettura come un'interazione di due aspetti relativi agli impegni umani. Il contributo delle arti e delle scienze umanistiche alla progettazione architettonica dello spazio, delineato da Potočnik con il suo approccio non militarista, consiste nel riconoscere uno spazio culturale in assenza di gravità e in condizioni artificiali per gli esseri umani . L'impegno di Potočnik e il suo apporto all'architettura è meglio comprensibile se associato alla storia del Modernismo, anche in Slovenia. La metodologia dei suoi progetti ha lo scopo di creare un ambiente adatto all'insediamento umano in un contesto totalmente artificiale, lo spazio appunto, attraverso una serie di soluzioni architettoniche realizzate da architetti sloveni negli ultimi 100 anni, pur essendo queste spesso destinate a una funzione residenziale e sociale, ovvero all'idea di una vita migliore, con tutti i vantaggi per la civiltà,persino per i ceti sociali più deboli. (segue)